Caldaie

Una caldaia, in un impianto di riscaldamento, è l’apparecchiatura che realizza il passaggio di calore da un combustibile (in genere gas) in fase di combustione verso un liquido (in genere acqua) senza che avvenga la sua ebollizione, con lo scopo poi di distribuirlo opportunamente ad un ambiente tramite l’impianto stesso. La D.M. Clima monta e collauda caldaie murali o a basamento, a seconda della necessità del cliente, delle seguenti marche: Immergas, Junkers, Thermomec, Chaffoteaux.

Le caldaie murali, le più utilizzate, sono abbastanza compatte e dotate, in genere, di bollitore di ridotte dimensioni per la produzione di acqua calda sanitaria ed alta capacità di scambio e, in altri casi, di scambiatore sanitario a scambio rapido, a forma di bollitore a serpentina di piccole dimensioni, detto boilerino o scambiatore a piastre (produzione acqua calda di tipo istantaneo). Le caldaie murali si suddividono in tre tipi:

  • a camera aperta con canna fumaria a tiraggio naturale: deve essere collocata in locali aerati, con assoluta esclusione di bagni, camere da letto e di locali dove siano presenti camini privi di autonoma presa d’aria, o all’aperto, per prevenire la formazione nei locali di ossido di carbonio per carenza di ossigeno;
  • a camera chiusa con canna fumaria a tiraggio forzato. Essendo stagna, l’aria comburente viene prelevata dall’esterno attraverso una tubazione: la caldaia può quindi essere collocata in qualsiasi locale, eccetto l’autorimessa, purché ventilato (al fine di prevenire concentrazioni di gas a seguito di perdite dalle giunzioni)
  • a camera aperta senza canna fumaria: non è più a norma, doveva essere collocata in spazi aperti.

La caldaia a basamento, assai più ingombrante rispetto alla precedente, è generalmente dotate di bollitore ad alta capacità, che richiede per la sua collocazione i necessari spazi; può essere del tipo a camera aperta o a camera stagna.

Un’altra netta distinzione deve essere fatta tra le caldaie convenzionali e quelle a condensazione (a maggior risparmio energetico rispetto alle prime). Quelle convenzionali utilizzano solo una parte del calore sensibile dei fumi di combustione perché occorre evitare la condensazione dei fumi, che dà origine a fenomeni corrosivi. Il vapore acqueo generato dal processo di combustione viene quindi disperso in atmosfera attraverso il camino: la quantità di calore in esso contenuta, definito calore latente, rappresenta l’11% dell’energia liberata dalla combustione, in tali caldaie non è recuperata. La caldaia a condensazione, invece, può recuperare gran parte del calore latente dei fumi espulsi con il camino. La particolare tecnologia della condensazione consente infatti di raffreddare i fumi fino a farli tornare allo stato di liquido saturo (o in taluni casi a vapore umido), con un recupero di calore utilizzato per preriscaldare l’acqua di ritorno. I fumi scaricati a bassa temperatura non permettono però il tiraggio naturale del camino e vanno espulsi grazie al ventilatore inserito a monte del bruciatore; abbiamo quindi una linea fumi in pressione che deve essere a tenuta, per cui è problematico lo scarico di più caldaie in un unico camino.

Prima di realizzare un intervento di installazione o di sostituzione di una caldaia, consulta le condizioni per la detrazione fiscale secondo quanto stabilisce la normativa vigente. Per informazioni contattaci o consulta il sito dell’Agenzia delle Entrate.

(Tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera).

 

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